Malformazioni craniofacciali
Informazioni fondate su cause, diagnosi, fasi del trattamento e accompagnamento a lungo termine – per famiglie e professionisti.
La labiopalatoschisi è una delle malformazioni congenite più frequenti: circa 1 neonato su 500–700 è interessato (ICD-10 Q35–Q37). Deriva da una fusione incompleta di labbro, mascella e/o palato tra la 4ª e la 12ª settimana di gravidanza. Con un trattamento interdisciplinare moderno – che inizia poco dopo la nascita – funzione ed estetica possono essere ripristinate molto bene.
Forme
Lo spettro va da una piccola incisura del labbro alla schisi bilaterale di tutte e tre le strutture:
Frequenza & cause
Le schisi orofacciali si presentano, a seconda della regione e della definizione, in circa 1 neonato su 500–700 – in Svizzera circa 100–130 bambini interessati all'anno.[1]
L'origine è multifattoriale. Fattori di rischio noti:
Acido folico 0,4 mg al giorno, da quattro settimane prima della gravidanza programmata fino al termine del 1° trimestre – riduce in modo dimostrato il rischio di schisi non sindromiche.[3] Evitare fumo e alcol.
Diagnosi
Prenatale: le labioschisi e le labiopalatoschisi possono essere viste dalla 18ª–20ª settimana con un'ecografia qualificata. I centri specializzati riconoscono i primi segni già dalla 14ª settimana. La palatoschisi isolata è difficilmente riconoscibile prima della nascita – le strutture del palato sono difficili da valutare ecograficamente.[4]
Postnatale: le labioschisi sono immediatamente visibili. Le palatoschisi isolate e sottomucose vengono diagnosticate con ispezione clinica e palpazione – questo esame non deve mancare nello screening neonatale.
Una diagnosi prenatale offre alle famiglie un prezioso tempo di preparazione: contatto precoce con l'équipe di trattamento, accompagnamento psicologico, informazione prima della nascita.
Cronologia del trattamento
Approfondimenti
Fonti scientifiche
Fase del trattamento: Osteoplastica alveolare →
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Fonti esterne autorevoli selezionate su questa condizione.
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